Bus Torino per iPhone

Bus Torino per iPhone OS, così si chiamava allora iOS, è stata la prima app che ho sviluppato. Siamo ad aprile del 2009, due anni dopo la presentazione del primo iPhone.

Ricordo ancora l’emozione suscitata dalla geniale presentazione che Steve Jobs al MacWorld nel gennaio del 2007. Forse catturato a distanza dal campo di distorsione della realtà che Jobs creava quando parlava pensai che quell’oggetto avrebbe cambiato il mondo. Una cosa però mi deluse moltissimo: ad un certo punto della presentazione Jobs disse che il suo nuovo computer tascabile, chiamarlo telefono è troppo riduttivo, sarebbe stato programmato da sviluppatori terzi solo con applicazioni web.

Pensai: ecco, la solita Apple che fa cose eccezionali che poi castra limitandole. Ammetto di non essere mai stato particolarmente affascinato dalla programmazione su web. Fortunatamente il limite durò solo un anno. Nel luglio del 2008 viene infatti pubblicato il primo SDK per gli sviluppatori terzi. L’ambiente di sviluppo ed il linguaggio erano quelli già utilizzati per lo sviluppo di software per Mac: Xcode con linguaggio ObjectiveC.

Comincia a documentarmi sullo sviluppo per dispositivi mobile e sul linguaggio di sviluppo ed a scrivere qualche app che eseguivo sul simulatore visto che il mio primo iPhone sarebbe arrivato solo l’anno successivo, a luglio del 2009.

Bus Torino per iPhone: nasce l’idea

Lo sviluppo per dispositivi mobile era ed è affascinante. Serviva però una idea per una app da sviluppare. Utilizzatore di autobus da sempre sentivo la mancanza di una app che fornisse le informazioni sugli autobus in arrivo alla fermata. GTT aveva un sito in cui si poteva inserire il numero della fermata che si trova sulla palina e si otteneva l’elenco dei tempi di arrivo a quella fermata delle varie linee che vi passavano. Le informazioni erano in tempo reale grazie al sistema di rilevamento delle posizioni degli autobus fornita a GTT da 5T.

Decisi che quella era l’app da sviluppare. Lo sviluppo inizio ad aprile e terminò in autunno. Dopo qualche test decisi che era pronta per la pubblicazione sullo store delle App che Apple aveva creato in concomitanza con il rilascio dell’SDK per lo sviluppo di terze parti. Ecco alcune schermate di una delle prime versioni di Bus Torino per iPhone.

Bus Torino per iPhone schermata della prima versione fermate, percorso e mappa autobus

Il presente

Sono passati molti anni, l’app si è evoluta seguendo i vari orientamenti di design e le possibilità sempre maggiori offerte dalla piattaforma.

Se vuoi sapere di più su Bus Torino e sulle app che sviluppo dai un’occhiata al sito della mia azienda Digital Taps.

L’Apple TV non è più un hobby…

Una volta Steve Jobs definì l’Apple TV un hobby per Apple. Infatti l’azienda non ha mai dato la sensazione di investire o credere molto in questo prodotto. A partire dall’altro ieri le cose sono cambiate. Evidentemente invece negli ultimi anni Apple ha investito in ricerca e sviluppo fare ciò che a molti sembrava ovvio: l’arrivo dello store delle App su Apple TV.  E’ di 5 anni fa un mio post in cui lo auspicavo.

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Il mobile è il futuro… il futuro del mobile

Non si può più dire che il mobile è il futuro perché ormai il mobile è assolutamente il presente. L’iPhone ha definito un nuovo modo di intendere quelli che per molto tempo sono stati definiti smart phone e che di intelligente non avevano nemmeno il nome. Grazie all’iPhone e grazie a tutti gli altri che hanno seguito l’intuizione di Apple, l’accesso ad Internet ed in generale all’utilizzo delle applicazioni in mobilità è diventata una realtà.
Assodato quindi che il mobile è ormai il presente è tempo di interrogarci su quale possa essere il futuro del mobile. Anche se molti sono ancora scettici, io penso che anche in questo caso Apple stia tracciando la strada che porterà a quello che tra non molto verrà visto come il normale utilizzo di un dispositivo “in mobilità”. Si tratta di una ridefinizione di quel che si intende per mobilità.
Se l’iPhone ha portato alla diffusione di massa della mobilità fuori casa l’iPad porterà alla diffusione della mobilità dentro casa. Ci hanno già provato i netbook riuscendoci poco e male perché erroneamente visti da molti come pc a basso costo. L’iPad non è un computer e lo si vede appena lo si estrae dalla scatola o ancor prima quando lo si prova in negozio. Però fa praticamente tutto ciò che un utente medio può aspettarsi da un computer, email, navigazione e giochi. Come bonus, una marea di applicazioni che rispondono alle più svariate necessità prodotte da noi sviluppatori.
Questo è il futuro del concetto di mobilità: sul divano, in poltrona, in giardino e fuori casa a tutto tondo. Dispositivi con dimensioni diverse per rispondere a queste diverse esigenze di mobilità ma con in comune un unico paradigma di programmazione che porta ad una interfaccia utente sempre coerente e sempre davvero “smart”.

Microsoft ed il marketing preventivo

In quanto sviluppatore per la piattaforma iPhone/iPad quel che propone Microsoft non mi interessa in modo particolare ma una notizia che ho letto su arstechnica mi ha incuriosito.

La notizia è relativa alla pubblicazione di una tabella di comparazione tra le funzionalità di Windows Live Wave 4 e applicazioni Apple incluse in ogni Mac. La cosa che più mi ha colpito e che ha dato lo spunto per il titolo del post è la parte della tabella in cui si compara GarageBand con …. niente. Si, avete letto bene. Microsoft evidentemente ha intenzione di sviluppare un prodotto analogo ma per ora non ha nemmeno idea di come chiamarlo. Qui sotto la parte di tabella di cui sto parlando.

Passi l’enfatizzare all’estremo funzionalità che sono state introdotte recentemente e che magari la concorrenza ha da tempo (vedi la video chat del nuovo iPhone 4), passi l’anticipare prodotti per battere sul tempo la concorrenza salvo poi scoprire che quel prodotto non l’avrai mai (vedi Microsoft con HP Slate), passino molte cose che i maghi del marketing sono in grado di inventarsi. Ma comparare un prodotto che non c’è (e che di conseguenza non fa nulla in quanto non esistente) con qualcosa che esiste da tempo, utilizzando peraltro le caratteristiche non dell’ultima versione ma di una precedente (nella tabella si indica che non sono disponibili corsi di come si suona chitarra e tastiera che invece sono presenti nella versione di GarageBand rilasciata più di un anno fa) è qualcosa che supera anche le più sfrenate fantasie del marketing.

Sono curioso di vedere dove si arriverà in futuro. O forse no.

iPad: sensazioni d’uso

Dell’iPad si è già detto e scritto molto quindi non mi imbarcherò nell’ennesima disamina di punti di forza e mancanze oppure nell’azzardare previsioni sul successo di questa nuova forma di interazione con qualcosa che assomiglia ad un computer che viene un po’ definita navigazione da sofà.
Avendo avuto l’occasione di provarne uno per qualche minuto mi limito a condividere le primissime sensazioni d’utilizzo dell’iPad.

In sostanza sono due sensazioni appena preso in mano ancora spento:

  • E’ piccolo. Non so perché ma me lo immaginavo più grande, invece è proprio piccolino;
  • Pesa. Lo hanno già scritto in molti. Se lo si tiene con una sola mano si avverte il peso della parte superiore.

Poi lo si accende e la prospettiva cambia radicalmente. Ho un iPhone e quindi ben so quanto sia diversa l’interazione di un dispositivo touch rispetto a mouse e tastiera. Però lo schermo più grande, che a dispetto della prima sensazione da spento, ora appare molto grande cambia radicalmente l’interazione con il dispositivo. Si ha una sensazione di immersione nella pagina per esempio durante la navigazione web molto più profonda di quanto si possa sperimentare con un “normale” computer o con l’iPhone. Mentre lo usavo riecheggiavano in testa le parole usate da Steve Jobs durante la presentazione “dispositivo magico e rivoluzionario”. Parole che fanno sorridere chi, come me, si occupa di informatica praticamente dalla nascita. Eppure l’utilizzo dell’iPad, almeno nei primi minuti di utilizzo, ha un non so che di magico.